Processionaria del pino - Comune di Fontanellato (PR)

Uffici e servizi | Area III - Urbanistica, Edilizia Privata, Ambiente e Lavori Pubblici | Animali | Processionaria del pino - Comune di Fontanellato (PR)

La Processionaria è un Rischio Sanitario - Fitobiotech.

La Thaumetopoea pityocampa o Processionaria del Pino è un lepidottero defogliatore che attacca i pini, in particolare il pino nero e il pino silvestre. Il danno è causato dalle larve che inducono defogliazioni talvolta accentuate delle piante sulle quali compiono il loro sviluppo.

Raramente il danno prodotto da questo insetto sulle specie ospiti è tale da pregiudicarne la sopravvivenza.

Le infestazioni si caratterizzano spesso con fluttuazioni graduali delle popolazioni, il cui culmine si manifesta ogni 5-7 anni, a seconda delle condizioni ambientali. Le larve sono dotate di peli urticanti che le rendono pericolose per le persone e gli animali soprattutto  nel momento in cui fuoriescono da nidi invernali.

A seguito del contatto diretto con le larve oppure in conseguenza della dispersione dei peli nell'ambiente, si registrano reazioni epidermiche e reazioni allergiche (soprattutto in soggetti particolarmente sensibili). A livello delle prime vie respiratorie, le reazioni infiammatorie possono essere particolarmente consistenti in occasione di inalazioni massive che non di rado si verificano tra il personale addetto alla manutenzione del verde non adeguatamente protetto.

 

Come si combatte

Per prevenire le infestazioni è bene evitare la messa a dimora di conifere del genere Pinus (in particolare di Pinus nigra) ad un'altitudine inferiore ai 500 metri s.l.m. e, in ogni caso, nelle zone particolarmente colpite dal parassita.
Per la lotta alla processionaria occorre intervenire in diversi momenti dell'anno.

In inverno (indicativamente tra dicembre e l'inizio di febbraio): è il periodo in cui ci si accorge della presenza dell’insetto, quando sono ben visibili sulla chioma, soprattutto nelle porzioni esterne, i nidi formati dalle larve. Altrettanto ben visibili sono le "processioni" che si osservano sui tronchi, sull’erba, sul selciato nel periodo primaverile che precede il loro interramento nel suolo. Attenzione però: la massima pericolosità dell'insetto coincide con il periodo immediatamente precedente all'apertura del nido. In questa fase occorre accuratamente evitare ogni contatto con le larve, altamente urticanti; pertanto, se da un lato è di fondamentale importanza, ove tecnicamente possibile, tagliare e bruciare i nidi larvali, dall’altro occorre operare con la massima cautela adottando adeguate misure protettive. Il taglio dei nidi riduce la pressione esercitata dall’insetto, ma non abbatte completamente l’infestazione.

A fine inverno possono essere installate le trappole meccaniche (collari) per la cattura delle larve. Le trappole vanno installate prima della discesa delle larve e vanno fatte aderire alla corteccia delle piante in modo da potere intercettare le larve durante la loro discesa in processione dai nidi di svernamento.

Per grandi superfici si possono impiegare le trappole a feromoni sessuali per la cattura massale dei maschi adulti. In parchi e giardini pubblici si consigliano 6-8 trappole/ettaro, distanti tra loro 40-50 metri, posizionandole nei punti più soleggiati; nelle pinete vanno collocate ogni 100 metri lungo il perimetro e le strade di accesso. L'installazione deve precedere di poco lo sfarfallamento degli adulti quindi, a seconda delle condizioni ambientali, va effettuata a partire dalla metà di giugno. Vanno fissate ad un ramo in posizione medio-alta e sul lato sud-ovest delle piante.

Nei casi eccezionali dovuti alla difficile gestione con le misure precedentemente descritte e in aree frequentate dalla popolazione, è possibile ricorrere alla lotta chimica, da eseguirsi esclusivamente mediante endoterapia con prodotti registrati. Questo metodo può essere liberamente impiegato solo nelle aree private; nelle aree pubbliche può essere utilizzato in deroga al PAN per ragioni sanitarie facendo richiesta con relativa documentazione al “Servizio prevenzione collettiva e sanità pubblica” della Direzione Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna. L’autorizzazione viene poi concessa sentito il parere del SFR e della AUSL competente.

Gli interventi messi in atto contro la processionaria non possono tuttavia evitare il ripresentarsi in futuro di nuove infestazioni pertanto non sono in grado di abbattere completamente la popolazione dell'insetto. Al contrario, devono perseguire l'obiettivo di contenerne per quanto possibile la diffusione e, di conseguenza, l'azione dannosa.


Per maggiori informazioni, la Regione ha messo a disposizione una pagina dedicata alla prevenzione della Peste Suina Africana, raggiungibile al seguente LINK: Processionaria del pino — Agricoltura, caccia e pesca (regione.emilia-romagna.it)

 

Il Sindaco ha emesso in materia specifica ORDINANZA.

 

Pubblicato il 
Aggiornato il 
Risultato (2938 valutazioni)